HBR: Talvolta è meglio non credere a quello che leggiamo di noi sui social

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AICEX: Talvolta le aziende farebbero bene a non credere a tutto quello che si dice di loro online.

Questo articolo riporta una ricerca, ed alcuni casi concreti, nei quali vi è discrepanza tra quanto emerge dalla social-sentiment analysis e la reale opinione, e conseguente comportamento, dei clienti.

Ciò è dovuto a svariati motivi, ne riportiamo alcuni:

  • gli algoritmi di classificazione abbiano difficoltà ad interpretare delle espressioni ironiche, sarcastiche, giocose.
  • il comportamento sui social è talvolta abbastanza “disinvolto” e non rispecchia poi il vero pensiero e comportamento reale, ad esempio nei negozi del brand.
  • talvolta si tratta di feedback “a caldo”, soprattutto in concomitanza di eventi specifici.

Articolo di riferimento: https://hbr.org/2018/10/brands-shouldnt-believe-everything-they-read-about-themselves-online

Last Mile Experience

Negli Stati Uniti il numero delle spedizioni aumenterà del 50% entro 2 anni, e per il 66% saranno spedizioni B2C che oggi rappresentano invece il 50%.

La sfida da vincere è quella dell’ultimo miglio perché le consegne diventano profittevoli solo quando ci sono elevati volumi per ciascun itinerario e molte consegne per ciascuno stop.

Negli Stati Uniti il retailer Amazon e le società di trasporto UPS e DHL sono quelle meglio posizionate al momento. Fermo restando che comunque le società di trasporto dovranno trasformarsi velocemente, magari diventando degli aggregatori di spedizioni.

Articolo di riferimento: https://www.strategy-business.com/article/The-Rise-of-the-Last-Mile-Exchange?gko=7cf43

Tre leggende sulla Customer Experience

1) Focalizzarsi sui numeri è la maniera migliore per garantire la customer experience. Sbagliato, l’esperienza delle persone è costituita da percezioni ed emozioni, difficili da tradurre in numeri.

2) Se definisci il cliente perfetto puoi progettare la customer experience perfetta. Sbagliato, il cliente perfetto e il cliente medio non esistono. Personas, cluster e segmenti aiutano, ma dobbiamo essere consapevoli dei loro limiti.

3) Se predisponi un elenco di step da compiere otterrai la customer experience che vuoi. Sbagliato, non abbiamo a che fare con una serie di compiti da “smarcare” ma tutta l’organizzazione e a tutti i livelli deve essere coinvolta nelle iniziative, e tutti devono crederci.

Articolo Integrale: https://storyminers.com/three-myths-about-customer-experience-exposed/

Author: Mike Wittenstein

Forbes: Cosa caratterizza la Customer Experience nelle Assicurazioni

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Nelle assicurazioni l’interazione a più alto valore, ed impatto emotivo, per il cliente avviene spesso in un momento di crisi, al verificarsi dell’evento assicurato. Identificare anche per altri business i momenti a maggior valore per i clienti può essere meno immediato, ma è una attività da svolgere assolutamente.

Le soluzioni assicurative sono soggette a rapida “commoditization”, bisogna quindi offrire servizi ed esperienze distintive collaterali alla soluzione assicurativa pura. Per garantirsi rapidità spesso è utile acquisire società che abbiano già sviluppato questi servizi.

In assenza di sinistri il cliente in genere non ha motivo di interagire con la compagnia assicurativa, rendendo più complesso instaurare una relazione continuativa. I servizi collaterali hanno un ruolo importante anche nel favorire questa interazione.

Articolo completo:
https://www.forbes.com/sites/forbesbusinessdevelopmentcouncil/2018/06/21/the-top-three-lessons-you-can-learn-from-insurers-to-better-serve-your-customers/#5a95e9b77aaa