Forrester: I grandi marchi deludono i clienti italiani

NOTA AICEX: una recente ricerca di Forrester Research ha misurato come una serie di aziende italiane soddisfino i loro clienti. I risultati sono molto interessanti.

Secondo uno studio di Forrester Research, nessun marchio italiano raggiunge la sufficienza quando si tratta di soddisfare i propri clienti. La peggiore azienda è Mediaset, seguita da BancoPosta, Unicredit, Tim, 3Italia, Alitalia, Fastweb e altre, tutte giudicate “molto scarse”

È con Mediaset che gli italiani hanno la peggiore esperienza come clienti, ma se la passano male anche con le banche e gli operatori telefonici (Tim soprattutto). Risulta da un sondaggio recente di Forrester Research, un noto osservatorio americano indipendente. Gli analisti hanno scoperto con un sondaggio fatto su 16mila utenti, che gli italiani sono i consumatori più sfortunati in Europa (considerando gli otto principali Paesi). Sono quelli infatti che lamentano il peggiore trattamento come clienti alle prese con noti marchi. Il sondaggio ha chiesto di valutare quanto è stato gradevole, facile ed efficace relazionarsi con una trentina di aziende, dando un voto da 0 a 100.

Nel “The Customer Experience Index, Italy 2014” di Forrester l’azienda peggiore è stata Mediaset, con un punteggio di 39, laddove Forrester Research considera insoddisfacenti tutti quelli inferiori a 70. Poco sopra, in classifica, troviamo BancoPosta (40), Unicredit (41), Tim (41), 3 Italia (42), Alitalia (43),Fastweb (44) Sky (46), Intesa San Paolo (la migliore tra le banche, con 46), Vodafone (46). Male anche Ryanair (49), che pure negli ultimi mesi ha migliorato il sito e alcune condizioni di imbarco per venire incontro alle numerose lamentele. Unipol e Groupalia (sito di coupon online) sono a 50. A 54 c’è Infostrada,”risultato l’operatore migliore, per gradimento clienti, sotto vari aspetti”, si legge nel rapporto.
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Non rifiutate mai un cliente pagante

NOTA AICEX: Spesso e volentieri imprenditori e manager puntano maggiormente ad implementare progetti e prodotti che loro stessi prediligono piuttosto che ascoltare quello che davvero il cliente desidera avere e quindi comprare. L’esempio riportato nell’articolo è quello di Bill Gates e di Microsoft: ascolta, impara ed adattati.

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One of the biggest problems I see with new entrepreneurs is that they don’t know what a successful business is supposed to look like, and there’s a real tendency to do what sounds good, as opposed to what works in the real world.

The latest feel-good advice making the rounds is that you should be highly selective about the business you are willing to do and the clients you want to engage with. After all, if you’ve got to focus – and we can all agree that you do – why not focus on the kind of work you want to do and the kind of people you want to work with?

Seems to make sense, doesn’t it? It does … if you don’t mind living hand-to-mouth for the rest of your life.

In 30-plus years in the high-tech industry and beyond, I’ve never once seen that strategy work, but I have seen it fail dozens, if not hundreds, of times. More importantly, some of the world’s most famous entrepreneurs and companies would never have achieved a fraction of their success if they’d followed that ludicrous advice. And neither would any of the successful founders and companies I’ve worked with.

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I’ve got a story for you. You may have heard a popular spin on it before, but this is what really happened. Continua a leggere “Non rifiutate mai un cliente pagante”

Customer Experience Rooms: cosa sono? Le aziende devono averle?

NOTA AICEX: Le Customer Experience Rooms sono dei luoghi che consentono ai dipendenti di comprendere l’esperienza che vivono i propri Clienti. Sappiamo tutti che, nell’era del cliente, le aziende devono trasformarsi da prodotto-centriche a cliente-centriche. Facile a dirsi ma meno a farsi. L‘attuale stato della customer experience rispetto a quello che l’azienda vuole davvero realizzare. La customer “centricity” richiede innanzitutto il coinvolgimento di tutta la l’organizzazione e di tutti i dipendenti ed inoltre la comprensione del ruolo di ognuno nell’esperienza che ogni cliente vive. 

In the age of the customer, companies must transform their cultures from product-centric to customer-centric. But that is easier said than done. Customer centricity requires all employees to understand who their customers are, how customers perceive their interactions with the company, and the roles employees play in delivering the overall experience.  Customer experience (CX) rooms — immersive, interactive spaces that help employees better understand customers — have emerged as a powerful new tool for bring customers and their journeys to life for workforces. Done well, CX rooms inspire empathy and understanding among employees and help build customer-centric cultures.

In my recent report, Executive Q&A: Customer Experience Rooms, I answered some of the common questions related to creating a CX room to help companies decide whether they should build their own CX room.

Why do companies create CX rooms?

Firms create CX rooms to help employees understand the current customer experience their company delivers and to better understand the intended experience the company wants to deliver. The CX room that Ingrid Lindberg, chief customer experience officer at Prime Therapeutics, created at a previous employer demonstrated how complicated it was for customers to know which of the company’s many phone numbers they should call or which of the firm’s many websites they should visit.

How do CX rooms help improve customer centricity? Continua a leggere “Customer Experience Rooms: cosa sono? Le aziende devono averle?”